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GiornalistiOggi
Giornalisti indipendenti per un nuovo sindacato
Per entrare in contatto con il gruppo, scrivere a giornalistioggi@yahoo.com
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09.05.2007
ELEZIONI ORDINE/ Lazio, il programma e i nostri candidati
IL DOCUMENTO PROGRAMMATICO
Il gruppo GiornalistiOggi si batte per i valori etici della professione e per rilanciare la funzione sociale del giornalista, difensore e paladino della democrazia nel paese. Un giornalista povero e non garantito è debole di fronte ai potenti. Per questo motivo, GiornalistiOggi ritiene che qualsiasi azione degli istituti della categoria non possa prescindere dalle logiche del mercato del lavoro.
LOrdine dei giornalisti, invece, ha avviato una riforma dellaccesso tramite corsi riconosciuti con praticantato incluso senza eguali nei paesi democratici, che, oltre a rappresentare una violazione della legge professionale a tuttoggi in vigore il legislatore della 69 del 1963 scartò esplicitamente lipotesi di equiparare praticantato in redazione e frequenza di scuole di giornalismo -, ha provocato gravi ripercussioni nel mercato del lavoro, alimentando disoccupazione e precariato.
La rivoluzione copernicana il paragone è degli stessi estensori del documento dindirizzo della riforma è stata approvata nel 2002 allunanimità con due soli astenuti da un Consiglio nazionale narcotizzato da slogan tanto suggestivi quanto velleitari: vogliamo togliere agli editori la possibilità di creare i futuri giornalisti.
Lattuale Consiglio nazionale, composto più o meno dai membri del precedente, ha perseverato nella nefanda riforma un modello molto simile a quelli della Spagna di Franco e della Repubblica democratica tedesca - ma ha incontrato anche lo stop dei massimi organi di rilevanza costituzionale. Infatti, il cosiddetto decreto Siliquini - accesso alla professione consentito esclusivamente ai laureati e praticantato nei corsi di giornalismo riconosciuti dallOrdine - è stato prima bocciato dal Consiglio di stato, poi modificato, e, infine, ritirato dal ministro delluniversità, sollecitato in tal senso dalla Corte dei conti.
Quindi, il praticantato negli istituti di formazione riconosciuti dallOrdine:
- è illegale;
- è causa di un eccessivo aumento dellofferta di giornalisti nel mercato rispetto alla domanda;
- sta incidendo negativamente sulla vita di migliaia di colleghi disoccupati, precari e freelance;
- sta verosimilmente provocando un deprezzamento dello stesso titolo di giornalista.
Ci troviamo, inoltre, di fronte a logiche che minano lautonomia della categoria. Infatti. si vorrebbe affidare al sistema universitario che, non dimentichiamolo, vuol dire anche baronie, concorsopoli e parentopoli - la selezione dei futuri professionisti dellinformazione.
Pur nella consapevolezza di trovarsi di fronte a interessi forti e consolidati, GiornalistiOggi propone i propri candidati, affinché nei consigli dellOrdine possano levarsi voci di dissenso nei confronti di scelte cosi tanto scellerate. Ecco le linee programmatiche dei candidati di GiornalistiOggi.
1 - RITORNO ALLA LEGALITA
Disciplina degli iscritti, controllo dei requisiti per laccesso alla professione giornalistica, tenuta degli elenchi. Questi sono i compiti dellOrdine dei giornalisti dettati dalla legge per garantire una corretta informazione al cittadino. Ed è la legge a stabilire le regole per laccesso che vogliono vedere corrispondere un contrattualizzato a ogni praticante. Oggi, invece, siamo fuori dalla legge con disastrose ripercussioni nel mercato del lavoro giornalistico. Visti i risultati della rivoluzione copernicana, meglio la legge Gonella del 1963, oggi in vigore, che affida al mercato la scelta dei futuri giornalisti, senza creare un numero crescente di infelici e illusi.
2 - SCUOLE SI,MA SENZA PRATICANTATO
Ben vengano i corsi di giornalismo, ma senza praticantato incluso. GiornalistiOggi ritiene che lOrdine debba subito revocare le convenzioni che consentono lammissione allesame di Stato agli allievi dei ben 19 corsi di giornalismo (e altri sono in arrivo), in grado di sfornare 600 giornalisti inoccupati ogni biennio. Master e corsi universitari di giornalismo devono avere solo con una funzione formativa e di aggiornamento professionale: lammissione allesame di Stato va conquistata con un contratto da praticante in mano.
3 - AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE
Gli istituti di formazione che comunque vogliono mantenere un imprimatur da parte dellOrdine devono impegnarsi a organizzare corsi di aggiornamento professionale gratuiti per disoccupati, precari e freelance e per i colleghi contrattualizzati.
4 CONFERENZA NAZIONALE SUI TEMI DELLACCESSO
Che le modalità per accedere alla professione siano da rivedere è noto da tempo, ma la medicina proposta dallattuale leadership dellOrdine si è rivelata più dannosa del male da curare. GiornalistiOggi ritiene indispensabile che Ordine e sindacato convochino una conferenza nazionale sui temi dellaccesso, nel corso della quale rivedere le procedure previste dalla legge e formulare una seria proposta di riforma.
5 - INTERCETTAZIONI E DIFFAMAZIONE: BASTA BAVAGLI
LOrdine dei giornalisti deve battersi affinché siano ridimensionate le norme che minano la libertà di stampa, come quelle sulla pubblicazione delle intercettazioni e sulla diffamazione.
6 - ETICA: MA SIAMO SERI
Occorre ridefinire e ribadire nei fatti le linee guida dell'etica giornalistica, usurata da un processo degenerativo che oggi vede gli esponenti della professione, ai suoi "più alti" livelli (almeno sul piano retributivo e della notorietà), trasformati in showman e in promotori commerciali, spesso con linformazione stessa ormai ridotta a taroccamenti continui per favorire questa o quella formazione politica, questo o quel personaggio.
7 - NIENTE REGALI A CHI NON RISPETTA LE REGOLE
LOrdine dei giornalisti, anziché tentare improbabili interpretazioni della legge professionale, deve farsi promotore, assieme al sindacato, di una nuova legge sulleditoria che vincoli l'attività editoriale a rigidi parametri occupazionali, connessi alle dimensioni delle aziende, negando agli editori che non rispettino leggi e contratti aiuti economici di ogni tipo.
8 - PUBBLICISTI DI LUNGO CORSO
Occorre mettere a punto una snella procedura daccesso all'elenco professionisti per i pubblicisti che svolgono attività giornalistica a tempo pieno da molti anni.
9 - COMUNICAZIONE INTERNA E TRASPARENZA
LOrdine deve produrre strumenti di comunicazione interna (siti, riviste), aperti al confronto e al dibattito fra le forze attive del giornalismo che non devono essere solo riservati alle componenti egemoni o fiancheggiatrici della maggioranza, come avviene adesso. Chiunque deve essere in grado di trovare facilmente documenti, delibere, bilanci e notizie utili nei siti dellOrdine, che oggi si presentano con un grave deficit di usabilità.
10 BUROCRAZIA E BALZELLI. VOTO ELETTRONICO
Bisogna rivedere tutte le procedure di iscrizioni, trasferimenti e cancellazioni, spesso gravati da tempi ingiustificati e incredibili balzelli. E tempo dintrodurre le procedure elettroniche in tutti gli ordini. E ora dintrodurre il voto elettronico, per consentire al maggior numero di colleghi di partecipare al rinnovo dei consigli dellOrdine.
11 - CONCORSI
I giornalisti disoccupati e precari sono ormai un esercito. Per i più anziani, le possibilità di rientrare nel ciclo produttivo si riducono sempre più con il passare degli anni. Di fronte allemergenza occupazionale, nei concorsi per le assunzioni nellOrdine deve essere data la priorità ai giornalisti disoccupati che possono così sbarcare il lunario in attesa di tempi migliori.
GiornalistiOggi per un nuovo sindacato
http://giornalistioggi.blog.excite.it/
PROFESSIONISTI
Consiglio nazionale
Ugo DEGLINNOCENTI (ItaliaOggi)
tel. 349/1324580, ugodeglinnocenti@yahoo.it
Correttore di bozze a Roma nel 1986 e poi redattore di riviste specializzate, si trasferisce in Maremma nel 1988, dove sviluppa una serie di pubblicazioni dinformazione locale e collabora prima con la Repubblica e successivamente per Il Messaggero. Assunto dal quotidiano ItaliaOggi nel 1997, viene licenziato ingiustamente nel novembre 2001: inizia così il calvario del disoccupato/freelance-per-necessità, constatando di persona il netto peggioramento delle condizioni nel mercato del lavoro giornalistico. Delegato al XXIV Congresso della Fnsi a S. Vincent (2004), denuncia la concorrenza (sleale) degli stagisti - non retribuiti - provenienti dalle scuole create o riconosciute dallOrdine ai danni dei giornalisti disoccupati. Reintegrato dal Tribunale del lavoro, rientra in servizio nell'ottobre 2006. Autore di Giornalisti ieri, oggi. E domani?, primo vero dossier senza veli sul giornalismo italiano.
Consiglio dell'Ordine regionale del Lazio
Antonio BRINDISI (Co. Co. Pro.)
tel. 347.9372251, ilgorgon@libero.it
Professionista al "Messaggero" di Roma nel 1994, alla "Cronaca di Roma", dopo undici anni di gavetta sulla strada e praticantato in un vero giornale. Collaboratore "l'Espresso", "Gente Viaggi", Agr, sulla politica estera. Corrispondente dellAgrq dall Africa dellOvest (Costa dAvorio-Ghana-Liberia-Burkina Faso-Mali-Niger) dal 1994 al 2000, e redattore esteri dal 2000 al 2002. Attualmente, cocopro in una rivista specializzata nel lavoro. L'impegno di Antonio Brindisi è sintetico e chiaro: "Mi candido al Consiglio Regionale dell'Ordine del Lazio per rappresentare le problematiche delle figure atipiche della nostra professione. Quelle dei veri precari, freelance, giornalisti a mezzo servizio, professionisti fuori dal mercato, che ne questo Ordine ne la Fnsi tutelano. Cercherò di far revocare il finto praticantato nei 19 corsi di giornalismo, fucine di aspiranti giornalisti inoccupati, e di portare la vera realtà giornalistica esistente in Italia sul tavolo della deontologia professionale.
PUBBLICISTI
Consiglio nazionale
Rita LENA (Freelance)
tel.347/3387383, r.lena@tiscalinet.it
Delegata al V Congresso dellAssociazione stampa romana (2004), è tra i fondatori del gruppo GiornalistiOggi per un nuovo sindacato. Iscritta allOrdine dal 1982, specializzata in giornalismo scientifico, ha collaborato per i più importanti quotidiani, agenzie e riviste di settore, tra i quali Scienza e Vita, Airone, Quark, Le Scienze. Nonostante svolga esclusivamente attività giornalistica a tempo pieno, non ha ottenuto il riconoscimento del diritto a sostenere l'esame di Stato per diventare professionista, diritto calpestato per centinaia di colleghi. Chiede una maggiore attenzione da parte degli istituti di categoria per i freelance e che chi fa tutti i giorni questo mestiere possa accedere, dopo un certo numero di anni, allelenco dei professionisti, almeno fino a quando questo elenco avrà valore nel nostro paese. LOrdine dovrebbe riconoscere il praticantato guadagnato sul campo, fissando regole certe eguali per tutti in tutte le regioni.
Si vota per il primo turno domenica 20 (dalle ore 10,30 alle 13) e lunedì 21 maggio (dalle 16 alle 21, 30) a Roma, al Circolo Montecitorio, via dei Campi Sportivi 5 (Acqua acetosa). Ballottaggio: domenica 27 e lunedì 28 maggio.
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ore 23:50 [ ] |
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04.11.2006
Le linee programmatiche di GiornalistiOggi
I colleghi di "GiornalistiOggi per un nuovo sindacato" si sono riuniti a Roma il 5 ottobre e hanno discusso le linee dazione del gruppo, per ridare forza e credibilità alla categoria e rilanciare la funzione sociale del giornalista in difesa della democrazia nel nostro paese. La discussione è proseguita nelle-group di lavoro di GiornalistiOggi e il gruppo ha fissato le proprie linee programmatiche, riassunte nei seguenti dodici punti.
1 ORDINE: REGOLE GIUSTE, GUIDA DA CAMBIARE Disciplina degli iscritti, controllo dei requisiti per laccesso alla professione giornalistica, tenuta degli elenchi. Questi sono i compiti dellOrdine dei giornalisti stabiliti dalla legge per garantire una corretta informazione al cittadino. Oggi assistiamo a una caduta di autorevolezza, causata da decisioni in materia disciplinare quantomeno discutibili, e a prese di posizione che ben poco si addicono a esponenti di un ente pubblico. Inoltre, con presunte interpretazioni evolutive della legge 69 del 1963, sono state snaturate le regole per laccesso che vogliono vedere corrispondere un contrattualizzato a ogni praticante, con conseguenze disastrose nel mercato del lavoro giornalistico. Occorre un ricambio qualificato alloligarchia che governa lOrdine ormai da troppo tempo.
2 LAUREA E SCUOLA DI GIORNALISMO. NO A ENTRAMBE La laurea quale requisito discriminante per l'accesso alla professione va respinta in linea assoluta di principio: si tratterebbe di una violazione della libertà di manifestazione del pensiero sancita dalla Costituzione, senza eguali nei paesi democratici, compresi gli Stati Uniti, patria delle università di giornalismo. Una solida preparazione di base è fondamentale per il futuro giornalista, ma sia il mercato a regolare laccesso. Senza voler sminuire la validità dei corsi che hanno formato anche ottimi colleghi, GiornalistiOggi ritiene che lOrdine debba subito revocare le convenzioni che autorizzano lammissione allesame di Stato degli allievi dei ben 19 corsi di giornalismo, corsi proliferati soprattutto negli ultimi anni e oggi fucine di inoccupati. Master e corsi universitari di giornalismo devono avere solo con una funzione formativa e di aggiornamento professionale: lammissione allesame di Stato va conquistata con un contratto di praticante in mano.
3 RIASSORBIMENTO DISOCCUPATI: UNA PRIORITA Il nuovo contratto deve prevedere in via prioritaria il riassorbimento dei disoccupati (circa 3.000), iscritti nelle liste Fnsi-Fieg, e un riordino della situazione di precarietà in cui versano freelance, collaboratori, ecc. Vietato usare stagisti nelle redazioni: bisogna tornare al sano principio che gratis non si lavora.
4 MORALIZZAZIONE. SUBITO Occorre ridefinire e ribadire nei fatti le linee guida dell'etica giornalistica, usurata da un processo degenerativo che oggi vede gli esponenti della professione, ai suoi "più alti" livelli (almeno sul piano retributivo e della notorietà), trasformati in showman e in promotori commerciali, spesso con linformazione stessa ormai ridotta a taroccamenti continui per favorire questa o quella formazione politica, questo o quel personaggio.
5 LEGGE EDITORIA. NO A CONTRIBUTI PER CHI NON RISPETTA LA LEGGE La chiave risolutiva di tutti i principali problemi del giornalismo italiano risiede nella formulazione di una nuova legge sull'editoria, che vincoli l'attività editoriale a congrui ma rigidi parametri occupazionali, connessi alle dimensioni delle aziende stesse, negando agli editori che non rispettino leggi e contratti aiuti economici di ogni tipo.
6 CONTRATTI ATIPICI. SUBITO LABOLIZIONE La professione giornalistica si esercita solo ed esclusivamente in virtù di un unico contratto, identico per tutti coloro che dipendono da aziende editoriali, quale che ne sia il mezzo di realizzazione e di diffusione. La legge Biagi va abolita perché crea precariato e mette in dubbio gli stessi contratti nazionali, cui gli editori non guardano più come punto di riferimento perché considerati troppo onerosi. La possibilità di cambiare in meglio la legge Biagi è pura utopia perché gli editori lapplicheranno sempre come una clava contro i giornalisti e tutte le altre categorie.
7 PUBBLICISTI. DEVONO AVERE UNA GIUSTA RAPPRESENTANZA I pubblicisti italiani sono di fatto i maggiori finanziatori di Ordine e Sindacato, ma non hanno ruolo né rappresentatività adeguati. Questo scandalo deve finire, e la contribuzione alla vita associativa e professionale deve essere commisurata ai diritti fruibili. Si deve procedere al riordino dell'elenco, con esclusione di quanti non sono in linea con le norme (e analogamente va fatto per l'Elenco Professionisti). Si deve prevedere, per il futuro, una più rigida normativa di accesso, e, al contempo, una procedura di accesso ad hoc all'elenco professionisti per i pubblicisti che svolgono attività giornalistica a tempo pieno da molti anni.
8 CASAGIT E INPGI. GRATIS PER I DISOCCUPATI E I PRECARI Va permesso anche ai disoccupati ed ai precari, privi di un reddito di usufruire dellassistenza medica Casagiti e di avere una vera pensione Inpgi.
9 INPGI 2. VA ABOLITO Così come funziona lInpgi 2 non serve a niente, se non ad ingrassare chi ruota attorno allenorme cifra accumulata nello spremere chi già soldi non ne ha, con imposizioni che non stanno né in cielo né in terra.
10 STRUMENTI DI COMUNICAZIONE PROFESSIONALE. UGUALI PER TUTTI Gli organismi professionali e sindacali del giornalismo debbono produrre strumenti di comunicazione interna (siti, riviste), aperti al confronto e al dibattito fra le forze attive del giornalismo che non devono essere solo riservati alle componenti egemoni o fiancheggiatrici della maggioranza, come avviene adesso.
11 UFFICI STAMPA. SOLO PER VERI GIORNALISTI. No a pubblicisti e professionisti formati negli uffici stampa. Questi vanno riempiti da giornalisti formati secondo i percorsi previsti dalla legge, regolarmente già iscritti allOrdine dei giornalisti. Basta con i corsi dellOrdine che trasformano gli impiegati pubblici in pubblicisti. Il capo ufficio stampa deve essere un giornalista e non un funzionario dellente per il quale lavora.
12 RAI. BASTA CON LO SCEMPIO Va fermato lo scempio Rai. Precariato principesco, Parentopoli, gli amici degli amici, i controllori che diventano controllati e viceversa (vedi Landolfi ministro delle Comunicazioni che diventa presidente della Commissione vigilanza, o Petruccioli che dalla Commissione Vigilanza diventa Presidente Rai, o Gentiloni che diventa ministro dopo esser stato nella Vigilanza e via dicendo), i bilancini politici, i mille rivoli misteriosi daccesso alle redazioni non possono far parte di un sano servizio pubblico. Occorre unazione incisiva per portare trasparenza nelle assunzioni nelle redazioni Rai. Lazienda del servizio pubblico radiotelevisivo deve farsi carico di contribuire a risolvere la grave crisi occupazionale che colpisce la categoria, stabilendo quote di ingressi di colleghi iscritti negli elenchi dei disoccupati Fieg-Fnsi, nonché prevedendo meccanismi daccesso per i giornalisti dellemittenza locale alle redazioni regionali Rai.
GiornalistiOggi per un nuovo sindacato
http://giornalistioggi.blog.excite.it/
Roma, 1 Novembre 2006.
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ore 21:06 [ ] |
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28.09.2006
Ordine: regole giuste, guida da cambiare. Costruiamo insieme lalternativa
Qual è oggi limmagine dellOrdine dei giornalisti, come viene percepita dalle forze politiche e dallopinione pubblica? Sicuramente non è unimmagine di forza, di coerenza e di pubblica utilità, visto che cè chi ne chiede labolizione e chi, dallinterno, ne invoca una lamentevole e fumosa riforma solo per mantenere potere e staus quo. La realtà, sotto gli occhi di tutti, è unistituzione che ha generato gravissimi e insanabili squilibri nel mercato del lavoro: basti pensare ai 19 corsi di giornalismo con pseudopraticantato incluso - autorizzati dallOrdine contro lo spirito della legge -, assurda fucina di disoccupati, precari, stagisti di lungo corso.
LOrdine ha anche perso la sua autorevolezza come organo di disciplina della categoria, e su questa base le forze politiche avverse alla sua sopravvivenza impostano il proprio itinerario abolizionista. Questo è oggi lOrdine dei giornalisti, da troppi anni guidato da unoligarchia che appare inamovibile.
GiornalistiOggi per un nuovo sindacato ritiene che la legge sullOrdinamento della professione giornalistica debba essere applicata correttamente e che listituto di autogoverno dei giornalisti italiani, salutato quarantanni fa come una conquista della categoria, sia una risorsa preziosa, da difendere dagli assalti che vengono dallesterno come da coloro che vogliono lOrdine dei giornalisti asservito alle potenti lobby del sistema universitario - e anche da certi rappresentanti nei Consigli che invocano pericolose riforme, scoprendo così il fianco a critiche e incontrollate proposte normative.
In vista delle elezioni per il rinnovo delle cariche nei Consigli dellOrdine della prossima primavera, GiornalistiOggi intende costruire lalternativa allattuale dirigenza, prima che venga definitivamente distrutto il pilastro fondamentale della nostra professione, vale a dire lautonomia della categoria.
Pertanto, GiornalistiOggi invita tutti i colleghi che intendono dare il proprio contributo di idee e di proposte, e che vogliono collaborare alla formazione della squadra che si candiderà alle prossime elezioni degli Ordini, alla riunione che si terrà a Roma
GIOVEDI 5 OTTOBRE alle ore 10, 30
nella sala Paola Angelici
dellAssociazione Stampa Romana (Piazza della Torretta, 36, primo piano).
GiornalistiOggi per un nuovo sindacato
http://giornalistioggi.blog.excite.it
giornalistioggi@yahoo.com
Roma, 28 settembre 2006.
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ore 10:05 [ ] |
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21.09.2006
ORDINE/ Regole giuste, uomini sbagliati. La legge Gonella non si tocca
Poca autonomia e ancor meno solidarietà: loligarchia che governa gli istituti di categoria vuole cedere al sistema universitario laccesso alla professione giornalistica, dimostrando anche scarsa solidarietà nei confronti delle migliaia di disoccupati e precari in difficoltà a causa dello scellerato proliferare di corsi di giornalismo con praticantato incluso. Tanto è emerso chiaramente anche nel corso del seminario sul futuro dellOrdine, organizzato dalla componente maggioritaria Autonomia e solidarietà, che si è svolto martedì scorso a Roma, dove il segretario dellOrdine nazionale, Vittorio Roidi, ha difeso, ancora una volta, la scelta dellaccesso alla professione tramite scuole.
La proposta di legge per labolizione dellOrdine, presentata dal segretario dei radicali italiani, Daniele Capezzone, è lulteriore indicatore di quanto sia poco credibile e autorevole lattuale leadership. Infatti, coloro che ricoprono le cariche di vertice dellOrdine sono i primi a mettere in discussione la legge sullOrdinamento della professione giornalistica voluta dallallora Guardasigilli Guido Gonella, primo presidente dellOrdine dei giornalisti. Salutata quarantanni fa come una conquista dalla categoria, la legge 69 del 1963 è costata 16 sedute in Commissione Giustizia della Camera e una al Senato. Noi riteniamo che sia ancora valida. Sicuramente da cambiare sono la maggioranza dei nostri rappresentanti nei Consigli e coloro che ricoprono le posizioni di vertice degli Ordini.
Questi signori:
- hanno tradito lo spirito della legge che vuole vedere corrispondere un contrattualizzato a ogni praticante;
- hanno tradito tutti i giornalisti italiani, perché laumento di iscritti allAlbo disoccupati e precari conduce inevitabilmente a una svalutazione dello stesso titolo di giornalista;
- hanno tradito i loro colleghi che non riescono a rientrare nel ciclo produttivo a causa della presenza degli stagisti gratuiti nelle redazioni e di un aumento considerevole dei professionisti inoccupati sul mercato;
- hanno tradito la fiducia dei numerosi giovani che si sono iscritti ai corsi e ai master di giornalismo riconosciuti, spendendo anche 10 mila euro come alluniversità di Padova, e che non riescono a trovare lavoro;
- alcuni di loro hanno tradito la propria professione, visto che preferiscono ormai farsi chiamare professore anziché fare i giornalisti;
- molti di loro hanno tradito i propositi contenuti nel nome del proprio gruppo, Autonomia e solidarietà, visto che continuano a sostenere una riforma che affida alle università la scelta dei futuri giornalisti, minando così proprio lautonomia della categoria, e dimostrando scarsissima solidarietà nei confronti dei colleghi che restano disoccupati proprio a causa di tale riforma.
Il gruppo GiornalistiOggi per un nuovo sindacato rilancia linvito rivolto a tutti i colleghi per costruire lalternativa allattuale dirigenza e porre così un freno al degrado della nostra professione.
Pertanto, GiornalistiOggi invita tutti i gruppi di minoranza e i colleghi di buona volontà a sedersi intorno a un tavolo di confronto, per valutare la possibilità di costruire un programma alternativo comune, costituito da obbiettivi condivisi e condivisibili da tutti, e porre le basi per favorire un qualificato ricambio dellattuale dirigenza di Ordine, sindacato e Inpgi.
GiornalistiOggi per un nuovo sindacato
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giornalistioggi@yahoo.com
Roma, 21 settembre 2006.
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ore 13:45 [ ] |
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24.03.2006
IL GRUPPO RILANCIA/ Rispetto delle regole, dignità e libertà d'informare senza ricatti
Il Gruppo "GiornalistiOggi per un nuovo sindacato" si è riunito mercoledì 22 marzo nella sede dellAssociazione Stampa Romana, per fare il punto sulla trattativa per il rinnovo del contratto e sui recenti eventi che hanno interessato il mondo del giornalismo, anche in relazione alla campagna elettorale in corso.
Il modello di giornalismo schierato e la percezione dell'immagine del giornalista da parte dell'opinione pubblica possono incidere sulla debolezza della categoria?
Linterrogativo ha dato vita a un interessante dibattito. Sulla vertenza contrattuale, il gruppo ha preso atto del documento approvato allunanimità lo scorso 17 marzo dallassemblea dei Comitati e fiduciari di redazione, del Consiglio Nazionale e della Commissione Contratto della Fnsi, che impegna Cdr, fiduciari e sindacato a vigilare sul rigido rispetto del Cnlg, denunciando e perseguendo le aziende che si rendessero responsabili di situazioni di utilizzazione impropria di personale in funzione giornalistica in violazione del contratto. Appare evidente che è maturata la consapevolezza sempre auspicata da GiornalistiOggi - che occorre unazione più incisiva per fare rispettare le regole. GiornalistiOggi intende mettere ulteriormente a fuoco gli aspetti che costituiranno la base per le azioni future del gruppo. Nel corso della riunione di mercoledì è stata sottolineata la gravità della situazione occupazionale - caratterizzata da precariato e da stagismo selvaggio - oltre alla necessità di ricondurre tutti i rapporti di lavoro nella legalità. E indispensabile una decisa azione da parte del sindacato, di concerto con gli altri istituti di categoria, per fronteggiare lemergenza occupazione, che si ripercuote con effetti devastanti sulla libertà dinformazione e di critica.
Cè anche chi è convinto che sia tempo di dire stop in modo deciso ai corsi di giornalismo da cui escono ogni anno nuovi professionisti senza un rapporto di lavoro - spesso destinati al precariato e alla disoccupazione - , ma anche chi ritiene che non si possano chiudere completamente le porte ai giovani che vogliono intraprendere la nostra professione. Molti pubblicisti che svolgono la professione a tempo pieno sono ancora relegati a un ruolo subordinato da ogni punto di vista, retributivo, nelle rappresentanze in seno alla categoria, sul piano delle tutele.
Sono inoltre indispensabili maggiori garanzie anche per i colleghi che operano nellemittenza locale e nei newmedia, una radicale "pulizia" del sistema - a cominciare dalla Rai, dove permangono misteri sui criteri di accesso -, lesclusione da ogni beneficio di legge per le aziende che non rispettano le regole. GiornalistiOggi rilancia così la sua azione di stimolo e dimpulso, a favore degli interessi reali della categoria e per la salvaguardia della dignità professionale del giornalista. Tutti i colleghi sono invitati a farsi avanti, a partecipare, a intervenire. GiornalistiOggi per un nuovo sindacato http://giornalistioggi.blog.excite.it/ giornalistioggi@yahoo.com Roma, 23 marzo 2006.
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ore 10:50 [ ] |
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21.11.2005
TAVOLO DI CONFRONTO/ Costruiamo insieme lalternativa alloligarchia della Fnsi
Alle colleghe e ai colleghi
di Giornalisti Domani Torino,
di Giornalisti Oggi Firenze,
del Movimento Liberi Giornalisti - Milano,
di Nuova Professione Stampa Romana - Roma,
di Puntoeacapo Roma,
di Quarto Potere Milano,
di Senza Bavaglio Milano,
di Stampa Democratica Milano,
e a tutti coloro che ritengono indispensabile il cambiamento.
Care colleghe, cari colleghi,
la recente sessione straordinaria del Congresso Fnsi ha messo in evidenza la drammaticità della situazione nel nostro sindacato, governato, come gli altri istituti di categoria, da unoligarchia che sembra avere come scopo, prioritario se non lunico, la conservazione delle proprie posizioni. Il rifiuto da parte dellattuale maggioranza dintrodurre nello statuto un formidabile strumento di democrazia partecipativa, qual è il referendum sul contratto, è il segnale di una deriva dai connotati sostanzialmente antidemocratici.
A tale inquietante segnale possiamo aggiungere laccantonamento delle numerose proposte di modifica tese a rendere più trasparenti e meno macchinosi i meccanismi di accesso alle cariche elettive, secondo principi di democrazia rappresentativa che talvolta sembrano latitare nello statuto Fnsi.
Sono state ignorate anche le proposte per inserire nellapparato statutario categorie numericamente significative nella nostra categoria, come i freelance, biecamente sfruttati e sui quali si basano le fortune di numerose testate, e i disoccupati, alle prese con dispositivi per il riassorbimento inefficaci, anche a causa della presenza di stagisti a costo zero che la piattaforma contrattuale Fnsi vuole per giunta avallare. Inoltre, la proposta di abolire le firme di presentazione delle liste elettorali neppure è apparsa nellelenco distribuito ai delegati prima dellinizio dei lavori.
Dei quattro istituti di categoria, solo la Fnsi continua a mantenere lobbligo di raccogliere le firme per presentare le candidature.
E evidente che gli attuali meccanismi statutari ostacolano la partecipazione dei colleghi alla vita del sindacato, rendono la Fnsi meno rappresentativa della categoria e impediscono un ricambio dellattuale dirigenza, a cominciare dal Segretario generale, Paolo Serventi Longhi, in carica dal 1996.
Neppure viene sfiorata lipotesi di dimissioni, nonostante al Congresso sia venuta meno la maggioranza che sostiene lattuale segreteria.
Il gruppo "GiornalistiOggi per un nuovo sindacato" ritiene che lattuale maggioranza che governa il nostro sindacato e gli altri istituti di categoria abbia non poche responsabilità nella grave situazione della nostra professione.
Dalla noncuranza nei confronti della crisi occupazionale allavallo di una riforma dellaccesso che sta producendo inoccupati, dalla scarsa attenzione per i problemi di freelance e disoccupati al vistoso calo degli iscritti al sindacato (oltre tremila in meno dal 1996 al 2004), lattuale maggioranza è ormai sinonimo di inadeguatezza di fronte al mercato e alle aspettative dei colleghi. Lo dimostra anche la tracotanza degli editori nellattuale fase di rinnovo del contratto.
Esistono regole che il sindacato non riesce a far rispettare. Gli editori ne approfittano e, una volta preso atto di cotanta debolezza, diventano sempre più aggressivi.
GiornalistiOggi ritiene che non sia più procrastinabile un intervento per porre un freno allattuale degrado della professione e per rilanciare il nostro sindacato, oggi in balia degli eventi.
Pertanto, GiornalistiOggi invita tutti i gruppi di minoranza a sedersi intorno a un tavolo di confronto, per valutare la possibilità di costruire un programma alternativo comune, costituito da obbiettivi condivisi e condivisibili da tutti, e porre le basi per favorire un qualificato ricambio dellattuale dirigenza di Fnsi, Ordine, Inpgi e Casagit.
GiornalistiOggi per un nuovo sindacato
http://giornalistioggi.blog.excite.it
giornalistioggi@yahoo.com
Roma, 21 Novembre 2005.
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ore 15:55 [ ] |
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27.10.2005
CONGRESSO/ La maggioranza boccia il referendum e liquida le proposte di disoccupati e freelance
Con un colpo di mano, la maggioranza al Congresso straordinario della Fnsi ha liquidato tutte le proposte di modifica allo statuto relative a disoccupati e freelance. Ha poi bocciato la sua stessa proposta di referendum. E questo il consuntivo di una giornata congressuale iniziata con la richiesta di anticipare le votazioni sugli emendamenti cosiddetti tecnici, voluti dalla componente maggioritaria del Segretario Generale, Paolo Serventi Longhi, e del Presidente, Franco Siddi, per poi procedere alla discussione sul referendum sul contratto di lavoro. Gli emendamenti della maggioranza sono stati approvati. Si è poi aperta la discussione sulle proposte di referendum. La maggioranza neppure ha approvato la propria proposta e, dopo la quarta votazione, è venuto a mancare il numero legale dei due terzi dei delegati. Quindi, il congresso è stato sciolto, senza che si potessero discutere le numerose proposte avanzate per garantire la presenza delle rappresentanze di disoccupati e freelance nellimpianto statutario e per rendere più fluidi, democratici e trasparenti i meccanismi elettorali.
"GiornalistiOggi per un nuovo sindacato" non può non costatare il sostanziale scollamento tra il sindacato e buona parte della categoria e comincia a nutrire dubbi sulleffettiva rappresentatività di un congresso, formato per il 22 per cento da delegati cosiddetti "di diritto", cioè assegnati alle associazioni di stampa che non raggiungono i mille iscritti, e che fin troppo spesso si rivelano determinanti nelle votazioni. GiornalistiOggi non può non notare che il massimo organo della Fnsi, bocciando il referendum, non ha avuto un gran riguardo per la volontà dei colleghi di partecipare alle scelte cruciali sul rinnovo del contratto. GiornalistiOggi non può non notare che, cassando di fatto dallordine del giorno le proposte per disoccupati e freelance, il congresso ha ignorato le istanze provenienti da componenti anche numericamente importanti della nostra categoria.
Alla luce dellesperienza congressuale, dunque, GiornalistiOggi invita tutti i colleghi a partecipare alla costruzione di unautentica alternativa allattuale maggioranza nella Fnsi, che garantisca più trasparenza e più democrazia nel nostro sindacato.
GiornalistiOggi per un nuovo sindacato
http://giornalistioggi.blog.excite.it
Roma, 27 ottobre 2005.
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ore 22:25 [ ] |
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26.10.2005
CONGRESSO/ Referendum sul contratto: i colleghi si pronuncino prima della firma. Non dopo
Giovedì 27 ottobre a Roma, il Congresso della Federazione Nazionale della Stampa Italiana dovrà discutere e approvare le modifiche al proprio statuto. Sono state presentate proposte di modifica che prevedono linserimento dellistituto referendario nei rinnovi contrattuali.
Cè chi vorrebbe la consultazione solo dopo la firma dei contratti (referendum consultivo, o confermativo) che non incide sull'eventuale riapertura delle trattative, perché, una volta firmato, il contratto è già in vigore. "GiornalistiOggi per un nuovo sindacato" ritiene che un siffatto referendum sarebbe inutile, pertanto è favorevole alla proposta, agli atti del Congresso, per una consultazione obbligatoria dei colleghi, prima della firma e non dopo, sullipotesi di contratto. GiornalistiOggi ricorda ai colleghi che, già alla vigilia del rinnovo del 2001, si svolse una consultazione informale via posta elettronica, alla quale parteciparono oltre duemila giornalisti, ma del cui risultato la dirigenza Fnsi non tenne conto. Tale consultazione deve essere considerata un segnale importante della volontà di molti colleghi di partecipare alle scelte cruciali della categoria. La Fnsi non può non tenerne conto per il futuro.
GiornalistiOggi, favorevole a qualsiasi forma di democrazia partecipativa che renda più vicini i nostri istituti a tutti i colleghi, invita i delegati al Congresso ad accogliere la proposta di referendum automatico e di mandato, da tenersi prima della firma definitiva, sull'accordo contrattuale tra Fnsi e Fieg.
GiornalistiOggi per un nuovo sindacato
http://giornalistioggi.blog.excite.it
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12.10.2005
ELEZIONI CASAGIT/ Ecco programma e candidati di GiornalistiOggi per Lazio e Molise
Dal 19 al 23 ottobre prossimi si svolgeranno le elezioni per il rinnovo dell'Assemblea dei delegati della Cassa autonoma di assistenza integrativa dei giornalisti italiani (www.casagit.it). Dal 19 al 22 ottobre si potrà votare per via telematica e telefonica, mentre domenica 23 ottobre si terranno le elezioni al seggio, con il metodo tradizionale.
"GiornalistiOggi per un nuovo sindacato" intende dare un decisivo impulso, affinché tutti gli istituti della categoria tengano conto della nuova realtà del mercato del lavoro giornalistico e operino nel rispetto del principio fondante di unautentica e rinnovata solidarietà. In questottica, alla Casagit - come nella Fnsi, allOrdine e allInpgi - GiornalistiOggi vuole favorire un qualificato ricambio nella dirigenza, oggi cristallizzata e inadeguata rispetto alle mutate esigenze di una professione che sta profondamente cambiando, sia nellorganizzazione del lavoro sia nel modello di rapporti di lavoro.
GiornalistiOggi ritiene che la Casagit debba farsi carico di fronteggiare con decisione, accanto ai problemi posti dalla disoccupazione, lemergenza sanitaria causata dal dilagante fenomeno mobbing strettamente correlato ai nuovi scenari contrattuali e aziendali-, migliorando altresì i servizi agli iscritti e individuando criteri e modelli per ampliare quanto più possibile il bacino dutenza tra tutti i giornalisti, pur nel rispetto di un rigoroso equilibrio tra costi e ricavi.
Alcune nostre proposte immediate e concrete
Rivediamo le convenzioni
Controllo approfondito delle convenzioni con strutture sanitarie e specialisti, con il duplice obiettivo di individuare eventuali situazioni incidenti negativamente sul conto economico della Casagit e di ottenere migliori condizioni nellerogazione delle prestazioni.
Presidio antimobbing e check up antistress
Numero verde aperto a tutti i colleghi e primo soccorso gratuito per la prima diagnosi dei disturbi della soggettività e del comportamento. Check up annuale per i giornalisti iscritti alla Casagit e con tariffe agevolate per tutti gli altri giornalisti iscritti all'Ordine, al fine di prevenire e rilevare malattie insorte in ambito lavorativo dovute a condizioni di stress e a mobbing. Rilevamento statistico delle situazioni di violenza morale sul luogo di lavoro ad uso di tutti gli istituti di categoria.
Freelance: quota fissa più bassa più quota in base al reddito
Conversione delle attuali quote per i lavoratori autonomi: individuazione di una base fissa da determinare con criteri analoghi a quelli individuati per la definizione di "professionali" da parte della Fnsi, cui si aggiunga una quota percentuale sul reddito che eccede la base fissa. Possibilità discrizione in qualsiasi momento della propria vita lavorativa anche per i pubblicisti, con adeguati e sempre remunerativi parametri, anche al fine di incrementare il gettito delle adesioni.
Poliambulatorio aperto a tutti i giornalisti
Apertura del nuovo poliambulatorio di Roma a tutti gli iscritti allOrdine dei Giornalisti, anche non soci della Casagit, prevedendo in questi casi un ticket che vada a coprire i costi delle prestazioni e che contribuisca ad alimentare il fondo di solidarietà sotto descritto.
Fondo di solidarietà
Istituzione di un fondo di solidarietà, da alimentare annualmente con una quota minima, da individuarsi sul montante dei contributi, che consenta una riduzione delle quote dovute dai disoccupati che non percepiscono più il sussidio Inpgi e, eventualmente, di quelle dei lavoratori autonomi che, per gravi e dimostrate ragioni e per un tempo ragionevolmente limitato, non possano provvedere al pagamento delle quote regolari.
Figli a basso reddito iscritti anche dopo i 26 anni di età
Possibilità di mantenere liscrizione, per i figli di giornalisti, in età superiore al limite attuale di 26 anni, che non superino il minimo reddito imponibile e che figurino nello stato di famiglia del genitore iscritto alla Casagit.
I nostri candidati (i nomi sono preceduti dai corrispondenti numeri di codice necessari per il voto telefonico)
08 Carioti Daniele (RomaUno)
09 Carioti Emanuele (T9)
23 Giavi Julia Langosco (Bloomberg Finanza e Mercati)
28 Loddo Vincenza (Il Sole24Ore)
41 Spoto Salvatore (Pensionato)
45 Trombini Simona (Disoccupata)
GiornalistiOggi per un nuovo sindacato
Roma, ottobre 2005.
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12.10.2005
ELEZIONI CASAGIT/ Il profilo dei nostri candidati
Daniele Carioti (RomaUno)
Giornalista professionista, ha lavorato con varie testate quotidiane (Il Tempo, La Sera, Italia Sera, Metro) e poi con le edizioni Erasmo, prima di entrare nel telegiornale dellemittente RomaUno. Esperto di giornalismo web e di nuove tecnologie della comunicazione, conosce bene le problematiche legate ai nuovi scenari professionali e le esigenze dassistenza sanitaria integrativa. In Casagit vuole portare il contributo di una visione ampia e aggiornata, mai disgiunta dalla realistica consapevolezza dei problemi e delle esigenze gestionali, in una prospettiva dulteriore sviluppo dei servizi per i giornalisti.
Emanuele Carioti (T9)
Giornalista professionista, redattore da dieci anni al Telegiornale dellemittente interregionale "T9" di cui è Fiduciario di redazione. Autore e conduttore di programmi giornalistici e culturali, conosce bene le esigenze di tutti i giovani giornalisti e degli addetti alle redazioni radiotelevisive e web, il cui "status" previdenziale e assistenziale è spesso molto meno tutelato rispetto alle reali esigenze. In questottica intende svolgere la sua azione, per tutti gli adeguamenti necessari a rendere la Casagit sempre più efficace nella sua "copertura", in uno scenario dequità e di rigore gestionale e amministrativo.
Julia Giavi Langosco (Bloomberg Finanza e Mercati)
Giornalista economica da oltre ventanni: per 17 anni al Mondo, dove si è occupata anche di spesa sanitaria, dal 2001 lavora per Bloomberg Investimenti. Ha vinto il premio giornalistico "penne pulite" per le sue inchieste sulla spesa della cooperazione allo sviluppo e il premio Ina di giornalismo economico. E stata invitata dallUnesco al primo congresso mondiale sulla salute delle donne, per tenere una relazione sulla discriminazione tra uomini e donne nelle prestazioni assicurative sanitarie e del ramo vita. Alla Casagit intende occuparsi di controllo dei costi in funzione dellottimizzazione tariffaria inerente le convenzioni e delle prestazioni. In particolare: diagnostica avanzata per immagini, cure odontoiatriche e terapie riabilitative legate a patologie circolatorie, cardiologiche e ortopediche.
Vincenza Loddo (Il Sole24Ore)
Inizia la sua carriera nel 1993, mentre prosegue gli studi umanistici. Collaboratrice del quotidiano "ItaliaOggi", per anni coniuga giornalismo e docenza. Nel 1999 lavora per Radio Rai, è poi assunta a "Il Sole 24Ore Scuola", dove tuttora segue anche i temi legati al mobbing soprattutto nella pubblica amministrazione. Tra le sue priorità: una specifica battaglia per contrastare il dilagare degli atti di violenza morale sul luogo di lavoro. Le sue conoscenze su questo fenomeno, sempre più presente in tutte le redazioni, le consentono di dare un contributo qualificato per la costruzione di strutture ad hoc allinterno della Casagit.
Salvatore Spoto (Pensionato)
Inizia quaranta anni fa alla Gazzetta di Reggio nellEmilia come "garzone di bottega". Poco dopo si fa le ossa al Resto del Carlino, mentre studia diritto a Bologna dove si appassiona per la "Medicina Legale". Ha collaborato per Panorama, LEspresso, la Repubblica, per poi essere assunto al Messaggero. Nel 2004, gli è stato assegnato il premio giornalistico "Merli" per la qualità della vita e lambiente. In pensione dal 1° ottobre di quest'anno, si dedica all'attività di divulgazione culturale giornalistica. In Casagit intende portare una maggiore sensibilità nei confronti delle patologie legate allo stress nei luoghi di lavoro. Inoltre, intende battersi perché sia obbligatorio per gli editori avvalersi delle strutture Casagit per effettuare i controlli per "idoneità al lavoro".
Simona Trombini (Disoccupata)
Giornalista professionista attualmente in disoccupazione, ha svolto il praticantato ad Ultime Notizie (1998), quotidiano romano edito dalla Libera Informazione Editrice dove ha poi ricoperto il ruolo di redattrice occupandosi di politica interna e cronaca nazionale. In seguito, redattrice della testata locale Tiburno, si è specializzata nelle tematiche della salute. La propria esperienza le ha permesso di costatare linadeguatezza della Casagit rispetto alla condizione dei freelance e di coloro che hanno perso il posto di lavoro. Tra i punti fermi della sua candidatura: fondo di solidarietà per i disoccupati e garanzia dassistenza, circoscritta a specifiche e gravi patologie legate alle condizioni di lavoro, anche per i giornalisti non associati.
GiornalistiOggi per un nuovo sindacato
giornalistioggi@yahoo.com
Roma, ottobre 2005.
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05.10.2005
INPGI2/ Pensione di vecchiaia: penalizzate le colleghe freelance. Cescutti: porterò la questione allordine del giorno
GiornalistiOggi rileva la grave anomalia: nessuna differenza tra uomini e donne, per la pensione di vecchiaia dei freelance. Il presidente dellInpgi: porterò la questione allordine del giorno
La gestione separata dellInpgi non fa alcuna distinzione tra uomini e donne, ai fini delletà minima per la pensione di vecchiaia, e la recente riforma non sana affatto quella che appare oggi una palese anomalia che penalizza migliaia di colleghe freelance. E quanto ha rilevato il gruppo "GiornalistiOggi per un nuovo sindacato" in una lettera inviata al presidente e ai consiglieri dellIstituto di previdenza dei giornalisti italiani.
GiornalistiOggi nota che lattuale regolamento dellInpgi2, di fatto, non riconosce le incombenze socialmente rilevanti, che, nelle varie fasi della vita, le donne ordinariamente sopportano come procreatrici prima, come educatrici e governanti della casa coniugale poi, come badanti, nella terza età, dei genitori in quarta età. Incombenze queste, che ben giustificano laccesso alla pensione di vecchiaia alletà di sessantanni, anziché a sessantacinque come è disposto per gli uomini. Tale differenziazione è naturalmente prevista dal regolamento della gestione principale Inpgi per i colleghi contrattualizzati, ma non per la gestione separata.
GiornalistiOggi, che inoltre chiede lumi allInpgi su come vengono investiti i contributi versati, prende atto con interesse della decisione manifestata dal presidente dellIstituto, Gabriele Cescutti, di porre la questione del pensionamento di vecchiaia delle giornaliste allordine del giorno della prossima riunione del Comitato amministratore della gestione separata. Resta tuttavia non pienamente soddisfacente la risposta dell'Istituto alla domanda di trasparenza avanzata da GiornalistiOggi in merito all'attività finanziaria di gestione professionale del fondo afferente alla cosiddetta gestione separata.
GiornalistiOggi per un nuovo sindacato
Al Presidente Dr. Gabriele Cescutti
Ai Signori Consiglieri dAmministrazione
Istituto Nazionale di Previdenza dei giornalisti Italiani
Via Nizza, 35 00198 Roma
Roma, 29 luglio 2005
Signor Presidente, Signori Consiglieri,
con sorpresa e rammarico apprendiamo dal testo di riforma previdenziale approvato dal Consiglio di amministrazione dellInpgi che nulla si è disposto per sanare unanomalia in conflitto con i fondamentali principi di pari opportunità, fatti propri dallordinamento giuridico italiano. Ci riferiamo allevidente disparità di trattamento adottata dallInpgi 2 nellaccesso alle prestazioni pensionistiche. Mentre agli uomini viene applicata letà prevista dalle norme dello Stato per la pensione di vecchiaia, nel caso delle donne questo accesso viene posticipato di cinque anni, alletà di 65 anni. Si è sostenuto che ciò rappresenta unequiparazione di trattamento. Una ben strana equiparazione di trattamento, se si considerano le incombenze socialmente rilevanti, che, nelle varie fasi della vita, le donne ordinariamente sopportano come procreatrici prima, come educatrici e governanti della casa coniugale poi, come badanti, nella terza età, dei genitori in quarta età. Oltre che, ovviamente, come professioniste impegnate a tempo pieno al pari dei colleghi uomini.
Se, come si ama sostenere anche dallinterno dellInpgi, va affermato il principio dellequiparazione del trattamento, qualcuno potrebbe suggerire di posticipare letà pensionabile degli uomini di 5 anni, oltre la soglia prevista dallordinamento statale. Ma trattenere i giornalisti al lavoro, fino a 70 anni, sarebbe doppiamente paradossale. In primo luogo, in considerazione del logoramento che causa il lavoro giornalistico, ma, con non minore fondatezza, in considerazione dellaggravio del già dilagante fenomeno della disoccupazione, soprattutto tra gli over 40, che un tale provvedimento provocherebbe.
Per ripristinare unapplicazione ragionevole ed equa della parità di trattamento previdenziale non resta, Signor Presidente e Signori Consiglieri, che correggere la distorsione statutaria che attualmente obbliga le giornaliste free lance ad andare in pensione a 65 anni, abbassando questo limite a 60 anni, nel rispetto dello spirito di una precisa norma di Stato. Hanno ben ragione i vertici dellistituto a perseguire lefficienza contabile della gestione separata. Ma noi di Giornalistioggi, per un nuovo sindacato, siamo convinti che, per funzionare bene, lInpgi2 deve poter contare su una gestione con benchmark accessibile e trasparente per tutti gli iscritti.
Proprio in questi giorni gli iscritti alla gestione separata ricevono lestratto conto delle rispettive posizioni contributive. Vi sono ben evidenziati importi dovuti, versati, eventuali sanzioni e interessi da pagare. Ma nulla vi si dice sulla rivalutazione del capitale versato per effetto dellazione di asset management, né sulle prestazioni maturate. Tanto che viene naturale domandarsi quanto efficace sia tale attività di gestione professionale, della quale agli iscritti non è nemmeno dato conoscere il costo effettivo.
In materia di trasparenza, merita, con loccasione, una segnalazione il fondo complementare, quello nel quale è confluita lex-fissa. Qui almeno si riceve annualmente un aggiornamento sulla rivalutazione del capitale, e di ciò va dato atto al servizio amministrativo dellInpgi. Ma nulla è dato sapere sulle prestazioni pensionistiche che il fondo è tenuto a fornire ai giornalisti in alternativa alla liquidazione del capitale maturato.
Con la riforma ancora soggetta ad approvazione da parte delle autorità di controllo e con lautonomia operativa che lInpgi può attualmente vantare, tutte e tre queste anomalie, a partire dalla prima, la più grave, possono essere rapidamente sanate. Si tratta di volerlo in uno spirito di equità e di rispetto rigoroso della trasparenza, così come lo vogliamo noi di Giornalistioggi, per un nuovo sindacato.
Con i migliori saluti
Antonio Brindisi, Ugo Degl'Innocenti, Serena Gana Cavallo, Julia Giavi Langosco, Rita Lena, Enza Loddo, Mariangela Maritato, Salvatore Spoto
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16.06.2005
CONTRATTO/ Le nostre proposte concrete contro la crisi del giornalismo italiano
"GiornalistiOggi per un nuovo sindacato" considera la piattaforma rivendicativa della Fnsi assolutamente inadeguata, per contrastare la grave situazione che si è venuta a creare nel giornalismo italiano, dentro e fuori le redazioni.
Con lunico obbiettivo di offrire un contributo costruttivo alla categoria, GiornalistiOggi sollecita il segretario generale della Fnsi, Paolo Serventi Longhi, a considerare le seguenti proposte, in fase di rinnovo del contratto nazionale di lavoro.
Trasparenza e osservatorio sul mercato del lavoro
Pregiudiziale a ogni intervento riguardante il mercato del lavoro, "GiornalistiOggi per un nuovo sindacato" chiede che, attraverso il sito istituzionale della Fnsi, siano resi noti lattività svolta dalla Commissione paritetica Fieg-Fnsi per la verifica dellandamento delloccupazione prevista dallart.4 del Ccnlg, i periodici aggiornamenti degli elenchi dei disoccupati, e quantaltro previsto dalla mozione approvata allunanimità dal XXIV Congresso Fnsi e ancora inattuata.
GiornalistiOggi invita inoltre la Fnsi ad attivarsi subito per istituire un osservatorio sul mercato del lavoro che:
- conduca uno studio informativo per appurare quanti corsi che insegnano giornalismo esistano oggi in Italia, sia riconosciuti dall'Ordine con praticantato incluso che nell'ambito universitario, quanto incidano e quanto potrebbero andare progressivamente a incidere sulla realtà occupazionale;
- raccolga dati sulleffettivo numero di coloro che, pubblicisti o professionisti, svolgono attività giornalistica come attività principale, per giungere a un reale censimento degli occupati, dei sottoccupati e dei disoccupati (a prescindere dai requisiti formali per liscrizione negli elenchi Fieg-Fnsi);
- conduca uno studio anche previsionale sulle capacità dassorbimento del mercato del lavoro giornalistico per gli anni a venire.
Emergenza occupazione
GiornalistiOggi chiede che nel rinnovo del contratto nazionale di lavoro sia riconosciuta alla Fnsi una maggiore capacità di controllo sul rispetto degli accordi contrattuali in materia di reinserimento dei disoccupati. Ciò anche attraverso unapposita commissione con la presenza di disoccupati, che vigili, di concerto con i Cdr e i Fiduciari di redazione, sulla corretta applicazione delle norme in materia di riassorbimento. In particolare, il rispetto delle proporzioni previste dallo stesso contratto nazionale di lavoro, nel reinserimento effettivo nelle redazioni dei disoccupati. Inoltre, GiornalistiOggi chiede che nel contratto siano inserite regole più cogenti nellarticolo 3, per i contratti a termine che "devono riguardare prioritariamente i giornalisti disoccupati".
Elenchi disoccupati e assunzioni in Rai
Ben sappiamo che la Commissione nazionale paritetica non ha il solo compito di verificare l'andamento dell'occupazione. Come dispone il contratto, infatti, la Commissione ha anche il preciso compito di agevolare il riassorbimento dei disoccupati. Sarebbe ragionevole che gli elenchi dei giornalisti disoccupati fossero suddivisi solo a fini statistici, in relazione alla provenienza da quotidiani, da periodici, da agenzie di stampa, dalla Rai, da emittenti radiotelevisive private, da uffici stampa e da altre aziende. L'elenco dovrebbe essere unico, unica essendo la professionalità dei giornalisti, come peraltro evidenziato nella Dichiarazione a verbale dell'articolo 1 del Ccnlg. L'unica differenziazione di elenchi ammissibile e logica è quella tra professionisti e praticanti.
Non è accettabile che la Rai attinga solo ed esclusivamente dall'elenco dei precari Rai (vale a dire dei precari che tra un contratto e l'altro sono disoccupati). L'elenco dei disoccupati, ai fini della ricollocazione deve essere unico e redatto in base a una graduatoria elaborata su criteri vincolanti, il primo dei quali è l'anzianità discrizione, altrimenti si creano canali preferenziali che negano la tutela sindacale generalizzata all'interno della categoria.
Preso atto del recente accordo Fnsi-Rai- Usigrai per lassunzione dei precari, e fatte salve le osservazioni suesposte in merito alla gestione degli elenchi, GiornalistiOggi chiede che la Fnsi tratti con lazienda del servizio pubblico radiotelevisivo un accordo che preveda lassunzione di almeno un disoccupato iscritto negli elenchi Fieg-Fnsi che mai ha lavorato in Rai ogni tre nuove assunzioni, nonché un'adeguata quota di assunzioni di giornalisti radiotelevisivi delle emittenti locali, iscritti in un istituendo apposito elenco di aspiranti allassunzione in Rai.
Stagisti e corsi di giornalismo
GiornalistiOggi ritiene inaccettabile lipotesi inserita nella piattaforma per il rinnovo del contratto che prevede laccesso privilegiato nelle redazioni degli stagisti provenienti dai corsi riconosciuti dallOrdine e contesta il riconoscimento del praticantato da parte dell'Ordine Nazionale, se questo non è svolto sulla base delle condizioni previste dal contratto nazionale: periodo di prova non superiore a 6 mesi; equo compenso mensile non inferiore ai minimi fissati dalla tabella etc..
La parola stagisti neppure dovrebbe comparire in un contratto di lavoro, se non per escludere tassativamente la possibilità di ammetterli nelle redazioni, quantomeno nellepoca delle ferie (stabilita di massima dal contratto tra il primo maggio e il 31 ottobre), periodo in cui la loro presenza incide negativamente sugli stessi contratti estivi di sostituzione ferie- che costituiscono un sia pur provvisorio ammortizzatore della dilagante disoccupazione.
Part-time senza difficoltà per le colleghe madri e i colleghi padri
GiornalistiOggi chiede una modifica dellart.3 in materia di lavoro a tempo parziale che tenga conto specificatamente delle esigenze della famiglia, con particolare riguardo alla custodia dei figli da parte della madre o del padre giornalista. In questi casi, deve essere prevista la possibilità di convertire il proprio contratto a tempo pieno in part-time a tempo indeterminato, a prescindere dalla compatibilità con le esigenze organizzative, di servizio e produttive, prevista attualmente dallarticolo 3 per i contratti a tempo parziale. Ciò contribuirebbe anche alla creazione di nuovi posti di lavoro.
Praticantato a termine
Non solo non ha senso impedire l'assunzione a termine dei praticanti, ma si dovrebbe cassare l'articolo che ne prevede l'assunzione a tempo indeterminato (fatto salvo il periodo di prova). Una categoria che è sempre più travagliata da disoccupazione e precariato non può più concedersi il lusso unico ed irreale, di mantenere canali daccesso al lavoro che avevano un senso (ancorché sempre legato al privilegio) in epoche in cui l'unica fattispecie di prestazione di lavoro giornalistico era quella di dipendenti, a tempo indeterminato e con un mercato occupazionale perfettamente, o quasi, equilibrato tra domanda e offerta. Inoltre, la minuziosa indicazione dei praticanti che si possono assumere in relazione al numero di professionisti presenti, andrebbe applicata, con più logica e sensatezza, all'assunzione di disoccupati, che viene invece sempre e solo inserita come "dichiarazione d'intenti" non vincolante.
Pagine interne e collaborazioni esterne
GiornalistiOggi chiede che il nuovo contratto nazionale fissi una soglia percentuale delle pagine - o delle ore di trasmissione - da far produrre ai redattori, sotto la quale una testata giornalistica non possa andare. Vale a dire: per ogni 100 pagine di un giornale, o per ogni 100 ore di trasmissione di unemittente radiotelevisiva, deve essere chiaramente stabilito quante debbano essere prodotte dai redattori e quante invece possono essere prodotte da collaboratori fissi o non fissi. La percentuale riservata ai redattori deve essere tale da garantire a tutti la possibilità di un valido apporto, impedendo così alla radice sottoutilizzi ed emarginazioni. Daltro canto deve anche essere scoraggiata qualsiasi forma di sfruttamento del lavoro dei collaboratori esterni.
A tal fine, GiornalistiOggi chiede che al contratto sia allegato un tariffario vincolante per le collaborazioni con lettera dincarico, assistenza, previdenza e copertura assicurativa a carico degli editori - in modo tale che il costo medio delle pagine prodotte allinterno sia in un rapporto equilibrato ed economicamente equo rispetto a quello delle pagine prodotte allesterno.
Commissione aziendale antimobbing
GiornalistiOggi chiede che sia inserita una precisa norma allarticolo 48 (Osservatorio antisopruso) che rimandi a un protocollo dintesa tra Fnsi e Fieg. Una volta stilato, il protocollo dev'essere distribuito a tutte le parti, Cdr, editori, e giornalisti. Il protocollo deve individuare in modo chiaro le caratteristiche del mobbing, in modo che tutti sappiano riconoscerlo quando si presenta, e dettare regole di comportamento per contrastarlo. GiornalistiOggi chiede inoltre che sia prevista una commissione interna a ogni azienda per contrastare il mobbing. L'editore deve essere obbligato a diventare parte attiva nel ripristinare la qualità delle condizioni di lavoro precedenti alle situazioni di violenza morale e di dequalificazione professionale. Deve essere coinvolto nella commissione antimobbing anche il responsabile dei terminali e delle reti aziendali, affinché dia un contributo nella raccolta delle prove della violenza morale consumata sul luogo di lavoro. GiornalistiOggi chiede inoltre che sia immediatamente valorizzata la funzione del Collegio dei Probiviri, per lapplicazione delle sanzioni disciplinari previste nei confronti degli artefici di mobbing.
Esclusiva
GiornalistiOggi chiede che dal contratto nazionale di lavoro sia eliminata la possibilità di imporre l'esclusiva, se non nei confronti di testate chiaramente tra loro concorrenti o su tematiche palesemente in conflitto con linteresse editoriale della testata di appartenenza. Troppo spesso l'esclusiva è imposta come punizione e viene cassata come premio. Troppo spesso l'esclusiva è usata come arma, per paralizzare ed emarginare colleghi non graditi. Dal punto di vista dei diritti garantiti dalla Costituzione, l'esclusiva salvo i casi di evidente conflitto di interesse - appare di legittimità molto dubbia. Non si vede inoltre perché mai un editore o un azionista possa essere legittimamente presente in più consigli d'amministrazione di giornali, senza nessun obbligo di esclusiva, mentre con lo strumento dell'esclusiva un giornalista può essere relegato nella testata per la quale è stato assunto, senza possibilità di manifestare il proprio pensiero.
Web, radio, televisioni locali
GiornalistiOggi sollecita la Fnsi a una verifica obiettiva dello scenario professionale radio, tv, web del settore privato, sulle cui condizioni lo stesso sindacato non è esente da responsabilità e la cui iniquità rispetto allemittenza di stato è assolutamente intollerabile sul piano professionale e sociale. Inoltre, GiornalistiOggi concorda pienamente con la piattaforma Fnsi sulleliminazione dellallegato N: i giornalisti dellonline devono avere stesse qualifiche e livelli retributivi degli altri colleghi.
Cdr e Fiduciari di redazione
"GiornalistiOggi per un nuovo sindacato" chiede una modifica dellart.34, che preveda dispositivi più cogenti sui compiti dei Cdr e dei Fiduciari di redazione, prevedendo altresì limmediata decadenza dallincarico e il deferimento al Collegio dei Probiviri, per quei colleghi che si siano resi inadempienti al proprio mandato, soprattutto in materia di riassorbimento dei disoccupati, di tutela della dignità dei colleghi, dintervento nei casi di mobbing e contro il lavoro nero.
GiornalistiOggi per un nuovo sindacato
Gaetano Basilici, Antonio Brindisi, Serena Gana Cavallo, Julia Giavi Langosco, Ugo DeglInnocenti, Rita Lena, Vincenza Loddo, Mariangela Maritato, Roberto Rizzo, Salvatore Spoto, Gianna Venturini
Roma, 16 Giugno 2005.
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ore 07:30 [ ] |
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31.05.2005
CASAGIT/Rinviato il voto. Di chi è la responsabilità?
Alla vigilia dellinizio della consultazione, apprendiamo che le elezioni per il rinnovo dell'Assemblea dei delegati della Casagit sono state rinviate a ottobre, a causa di problemi provocati dall'introduzione del voto elettronico. Il rinvio del voto Casagit dimostra quanto sia scarsa la dimestichezza che lattuale gruppo dirigente ha con le regole e le tecniche della trasparenza nei processi elettorali e, più in generale, con le nuove tecnologie. Chi non ricorda i gravi ritardi nei rimborsi, causati dai problemi nel sistema informatico?
Ci aspettiamo che la Casagit abbia almeno un recupero di trasparenza, facendo sapere a tutti quali sono state le responsabilità organizzative, gestionali e di controllo che hanno portato a questo disastro. Dicano anche quanto questo è costato allente in termini economici. In ogni caso, quanto è accaduto è lennesima prova che è urgente il ricambio della dirigenza di tutti i nostri istituti di categoria, obiettivo prioritario di "GiornalistiOggi per un nuovo sindacato".
GiornalistiOggi: alternativa al degrado della professione e all'inefficienza
Lunedi 30 maggio si è svolto lincontro programmatico del gruppo "Giornalisti Oggi per un nuovo sindacato", in vista delle elezioni Casagit, ma anche e soprattutto per stabilire e rinforzare i presupposti che sono alla base di questo sodalizio professionale, per una concreta e continua azione dintervento.
Il fine ultimo di GiornalistiOggi è quello di imprimere una decisa svolta allattuale situazione di gravissimo stallo che opprime il giornalismo italiano, sul piano ordinistico, contrattuale, sindacale, deontologico, occupazionale.
GiornalistiOggi intende perseguire tale scopo nel massimo rispetto di tutto ciò che di positivo rimane come patrimonio etico e professionale , ma senza alcun rispetto per i percorsi che hanno condotto la categoria nellattuale "cul de sac", frutto di incapacità ma anche e soprattutto di sovrapposizione dinteressi incongrui.
GiornalistiOggi si pone pertanto come punto di riferimento morale ed operativo per tutti i giornalisti che, nelle molteplici e multiformi configurazioni che oggi caratterizzano la categoria - regolari, irregolari, più o meno contrattualizzati, precari, disoccupati, freelance - aspirano a unautentica dignità e a un diverso ruolo nella professione e nella società.
GiornalistiOggi per un nuovo sindacato
Roma, 31 maggio 2005.
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27.05.2005
CONTRATTO/ Editori intransigenti? La colpa è anche del sindacato
La Fnsi chiama tutti a sostenere le vacillanti fortune della sua politica contrattuale, tutti, anche quelli delle cui sorti si è troppo a lungo disinteressata: freelance, precari, disoccupati.
Se è vero che gli editori "mirano alla demolizione dei contratti giornalistici", come si legge in un comunicato della Fnsi, è altrettanto vero che il sindacato unico ha dato loro un notevole aiuto, con una miopia durata almeno gli ultimi otto anni su come si evolveva la categoria e su come gli editori modificavano, senza incontrare resistenza, condizioni e regolamentazioni di lavoro.
Il primo contratto Aer-Anti-Corallo suscitò molte critiche e sarebbe interessante riuscire a confrontare il numero di giornalisti per i quali ha determinato un regolare contratto col numero di tutti quelli che realmente prestano la loro opera in questo settore. L'ultimo contratto con la Fieg, firmato con atto dimperio contro le proteste di quanti reclamavano un referendum, nulla risolse per freelance, precari, disoccupati, oltre che ammettere dispositivi aberranti per i contrattualizzati, come il regolamento di disciplina.
"GiornalistiOggi-per un nuovo sindacato" non può non notare che l'intransigenza degli editori è solo la conclusione naturale di una gestione quanto meno poco oculata del sindacato unico dei giornalisti italiani e dei nostri istituti, tutti governati - talvolta grazie a meccanismi che impediscono leffettiva rappresentanza democratica dellintera categoria dalla stessa corrente, cieca di fronte al mercato del lavoro e sorda alle richieste di tutte le varie fattispecie di Non Garantiti, che sono ormai la maggioranza dei giornalisti italiani.
Lattuale governo della Fnsi e degli altri istituti di categoria, incurante del malessere diffuso tra i giornalisti e nel degrado di una professione un tempo rispettata e stimata, sta permettendo il rapido proliferare di scuole e corsi universitari di giornalismo, con praticantato e stage inclusi, che, oltre a influire sui livelli dei compensi a qualsiasi titolo riconosciuti, si sta rivelando una fabbrica di giovani illusi e disillusi.
"GiornalistiOggi - per un nuovo sindacato" trova difficoltà a dichiararsi solidale con una piattaforma Fnsi che vuole inserire in contratto laccesso privilegiato nelle redazioni dei soli stagisti provenienti dai corsi riconosciuti dallOrdine (peraltro, discriminazione assurda nei confronti di quelli che vengono dalle università), ma non si cura di imporre controlli credibili e ferrei sul loro utilizzo e di dare piena attuazione alle misure per il riassorbimento dei disoccupati.
La Fnsi vorrebbe "misure più vincolanti per i diritti di informazione dei Cdr", che non solo sono ormai espressione di una parte assai ridotta di quanti lavorano per le varie testate, ma che - come è evidente - nulla hanno fatto per contrastare lo sfruttamento di freelance, precari, stagisti, né si sono impegnati per il riassorbimento dei disoccupati. Vorrebbe anche "misure più vincolanti" per il ruolo di garanzia dell'autonomia professionale dei direttori responsabili. Sono almeno dieci anni che molti sostengono che la figura del direttore, in quanto fiduciario della proprietà, non ha più senso nel contratto giornalistico, ma adesso si vuole la dirigenza anche per i vicedirettori!
"GiornalistiOggi - per un nuovo sindacato" non può non rilevare che il peggioramento delle condizioni di lavoro, che colpisce per prime le figure professionali più deboli, inevitabilmente, rinnovo dopo rinnovo, investe anche la schiera sempre più ristretta dei contrattualizzati.
Solidale con tutta la categoria, GiornalistiOggi vuole comunque ricordare alla FNSI che è difficile chiamare allo sciopero tutti coloro che, per una politica contrattuale decisamente autolesionista, sindacalmente non esistono. Noi auspichiamo un rinnovo del contratto alle migliori condizioni possibili per tutti, ma invitiamo anche tutti i colleghi a una decisa mobilitazione, per favorire il rapido ricambio della dirigenza della Fnsi e di tutti gli altri istituti della categoria che consenta l'effettiva rappresentatività dei giornalisti italiani e l'instaurazione di nuove e più certe regole, per garantire una qualità dell'informazione e del lavoro giornalistico quantomeno accettabili nel nostro paese.
GiornalistiOggi per un nuovo sindacato
http://giornalistioggi.blog.excite.it
Roma, 27 maggio 2005.
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ore 11:01 [ ] |
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22.05.2005
Elezioni Casagit/ Ecco programma e candidati di GiornalistiOggi per Lazio e Molise
Lunedì 30 maggio, ci ritroveremo a Roma per una riunione-cena con i nostri candidati alle elezioni Casagit di Lazio e Molise. Sarà una buona occasione per stare insieme e per parlare del programma di GiornalistiOggi per la Casagit.
Chi è interessato è pregato di prenotarsi inviando una e-mail con il proprio numero di telefono al seguente indirizzo: giornalistioggi@yahoo.com
"GiornalistiOggi per un nuovo sindacato" intende dare un decisivo impulso, affinché tutti gli istituti della categoria tengano conto della nuova realtà del mercato del lavoro giornalistico e operino nel rispetto del principio fondante di unautentica e rinnovata solidarietà. In questottica, alla Casagit - come nella Fnsi, allOrdine e allInpgi - GiornalistiOggi vuole favorire un qualificato ricambio nella dirigenza, oggi cristallizzata e inadeguata rispetto alle mutate esigenze di una professione che sta profondamente cambiando, sia nellorganizzazione del lavoro sia nel modello di rapporti di lavoro.
GiornalistiOggi ritiene che la Casagit debba farsi carico di fronteggiare con decisione, accanto ai problemi posti dalla disoccupazione, lemergenza sanitaria causata dal dilagante fenomeno mobbing strettamente correlato ai nuovi scenari contrattuali e aziendali-, migliorando altresì i servizi agli iscritti e individuando criteri e modelli per ampliare quanto più possibile il bacino dutenza tra tutti i giornalisti, pur nel rispetto di un rigoroso equilibrio tra costi e ricavi.
Alcune nostre proposte immediate e concrete
Rivediamo le convenzioni
Controllo approfondito delle convenzioni con strutture sanitarie e specialisti, con il duplice obiettivo di individuare eventuali situazioni incidenti negativamente sul conto economico della Casagit e di ottenere migliori condizioni nellerogazione delle prestazioni.
Presidio antimobbing e check up antistress
Numero verde aperto a tutti i colleghi e primo soccorso gratuito per la prima diagnosi dei disturbi della soggettività e del comportamento. Check up annuale per i giornalisti iscritti alla Casagit e con tariffe agevolate per tutti gli altri giornalisti iscritti all'Ordine, al fine di prevenire e rilevare malattie insorte in ambito lavorativo dovute a condizioni di stress e a mobbing. Rilevamento statistico delle situazioni di violenza morale sul luogo di lavoro ad uso di tutti gli istituti di categoria.
Freelance: quota fissa più bassa più quota in base al reddito
Conversione delle attuali quote per i lavoratori autonomi: individuazione di una base fissa da determinare con criteri analoghi a quelli individuati per la definizione di "professionali" da parte della Fnsi, cui si aggiunga una quota percentuale sul reddito che eccede la base fissa. Possibilità discrizione in qualsiasi momento della propria vita lavorativa anche per i pubblicisti, con adeguati e sempre remunerativi parametri, anche al fine di incrementare il gettito delle adesioni.
Poliambulatorio aperto a tutti i giornalisti
Apertura del nuovo poliambulatorio di Roma a tutti gli iscritti allOrdine dei Giornalisti, anche non soci della Casagit, prevedendo in questi casi un ticket che vada a coprire i costi delle prestazioni e che contribuisca ad alimentare il fondo di solidarietà sotto descritto.
Fondo di solidarietà
Istituzione di un fondo di solidarietà, da alimentare annualmente con una quota minima, da individuarsi sul montante dei contributi, che consenta una riduzione delle quote dovute dai disoccupati che non percepiscono più il sussidio Inpgi e, eventualmente, di quelle dei lavoratori autonomi che, per gravi e dimostrate ragioni e per un tempo ragionevolmente limitato, non possano provvedere al pagamento delle quote regolari.
I nostri candidati
(i nomi sono preceduti dai corrispondenti numeri di codice necessari per il voto telefonico)
08 Carioti Daniele (RomaUno)
09 Carioti Emanuele (T9)
23 Giavi Julia Langosco (Bloomberg Finanza e Mercati)
28 Loddo Vincenza (Il Sole24Ore)
41 Spoto Salvatore (Il Messaggero)
45 Trombini Simona (Disoccupata)
GiornalistiOggi - per un nuovo sindacato
giornalistioggi@yahoo.com
Roma, 20 maggio 2005.
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ore 21:29 [ ] |
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21.05.2005
Elezioni Casagit/ Il profilo dei nostri candidati per Lazio e Molise
Daniele Carioti (RomaUno)
Giornalista professionista, ha lavorato con varie testate quotidiane (Il Tempo, La Sera, Italia Sera, Metro) e poi con le edizioni Erasmo, prima di entrare nel telegiornale dellemittente RomaUno. Esperto di giornalismo web e di nuove tecnologie della comunicazione, conosce bene le problematiche legate ai nuovi scenari professionali e le esigenze dassistenza sanitaria integrativa. In Casagit vuole portare il contributo di una visione ampia e aggiornata, mai disgiunta dalla realistica consapevolezza dei problemi e delle esigenze gestionali, in una prospettiva dulteriore sviluppo dei servizi per i giornalisti.
Emanuele Carioti (T9)
Giornalista professionista, redattore da dieci anni al Telegiornale dellemittente interregionale "T9" di cui è Fiduciario di redazione. Autore e conduttore di programmi giornalistici e culturali, conosce bene le esigenze di tutti i giovani giornalisti e degli addetti alle redazioni radiotelevisive e web, il cui "status" previdenziale e assistenziale è spesso molto meno tutelato rispetto alle reali esigenze. In questottica intende svolgere la sua azione, per tutti gli adeguamenti necessari a rendere la Casagit sempre più efficace nella sua "copertura", in uno scenario dequità e di rigore gestionale e amministrativo.
Julia Giavi Langosco (Bloomberg Finanza e Mercati)
Giornalista economica da oltre ventanni: per 17 anni al Mondo, dove si è occupata anche di spesa sanitaria, dal 2001 lavora per Bloomberg Investimenti. Ha vinto il premio giornalistico "penne pulite" per le sue inchieste sulla spesa della cooperazione allo sviluppo e il premio Ina di giornalismo economico. E stata invitata dallUnesco al primo congresso mondiale sulla salute delle donne, per tenere una relazione sulla discriminazione tra uomini e donne nelle prestazioni assicurative sanitarie e del ramo vita. Alla Casagit intende occuparsi di controllo dei costi in funzione dellottimizzazione tariffaria inerente le convenzioni e delle prestazioni. In particolare: diagnostica avanzata per immagini, cure odontoiatriche e terapie riabilitative legate a patologie circolatorie, cardiologiche e ortopediche.
Vincenza Loddo (Il Sole24Ore)
Inizia la sua carriera nel 1993, mentre prosegue gli studi umanistici. Collaboratrice del quotidiano "ItaliaOggi", per anni coniuga giornalismo e docenza. Nel 1999 lavora per Radio Rai, è poi assunta a "Il Sole 24Ore Scuola", dove tuttora segue anche i temi legati al mobbing soprattutto nella pubblica amministrazione. Tra le sue priorità: una specifica battaglia per contrastare il dilagare degli atti di violenza morale sul luogo di lavoro. Le sue conoscenze su questo fenomeno, sempre più presente in tutte le redazioni, le consentono di dare un contributo qualificato per la costruzione di strutture ad hoc allinterno della Casagit.
Salvatore Spoto (Il Messaggero)
Inizia quaranta anni fa alla Gazzetta di Reggio nellEmilia come "garzone di bottega". Poco dopo si fa le ossa al Resto del Carlino, mentre studia diritto a Bologna dove si appassiona per la "Medicina Legale". Ha collaborato per Panorama, LEspresso, la Repubblica, per poi essere assunto al Messaggero dove lavora tuttora in Cronaca di Roma. Nel 2004, gli è stato assegnato il premio giornalistico "Merli" per la qualità della vita e lambiente. In Casagit intende portare una maggiore sensibilità nei confronti delle patologie legate allo stress nei luoghi di lavoro. Inoltre, intende battersi perché sia obbligatorio per gli editori avvalersi delle strutture Casagit per effettuare i controlli per "idoneità al lavoro".
Simona Trombini (Disoccupata)
Giornalista professionista attualmente in disoccupazione, ha svolto il praticantato ad Ultime Notizie (1998), quotidiano romano edito dalla Libera Informazione Editrice dove ha poi ricoperto il ruolo di redattrice occupandosi di politica interna e cronaca nazionale. In seguito, redattrice della testata locale Tiburno, si è specializzata nelle tematiche della salute. La propria esperienza le ha permesso di costatare linadeguatezza della Casagit rispetto alla condizione dei freelance e di coloro che hanno perso il posto di lavoro. Tra i punti fermi della sua candidatura: fondo di solidarietà per i disoccupati e garanzia dassistenza, circoscritta a specifiche e gravi patologie legate alle condizioni di lavoro, anche per i giornalisti non associati.
GiornalistiOggi - per un nuovo sindacato
giornalistioggi@yahoo.com
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ore 12:14 [ ] |
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12.05.2005
CIRCOLO DELLA STAMPA/Giornalisti Oggi chiede chiarimenti al sindaco di Roma
Il gruppo di giornalisti romani riuniti nella sigla GiornalistiOggi - per un nuovo sindacato si è rivolto al Sindaco Veltroni, per sollecitare un intervento sulle recenti notizie riguardanti listituzione di un Circolo della Stampa: liniziativa sembrerebbe destinata alla gestione da parte del Comune per iniziative di vario genere, solo marginalmente collegate al giornalismo romano. Su questa ipotesi, definita contradditoria e preoccupante, viene chiesta una posizione chiarificatrice del Sindaco.
Tale struttura si legge nella lettera inviata da Giornalisti Oggi-verrebbe adibita alla ospitalità di manifestazioni ed iniziative di varia natura e provenienza, e la sua intitolazione parrebbe ridursi, a quel che è dato capire, ad un generico riferimento di co-marketing. Questo deluderebbe le aspettative che i giornalisti romani nutrono da decenni, contraddicendone lo spirito. Roma è rimasta lunica capitale mondiale a non avere un proprio Circolo della Stampa. Una troppo lunga attesa, che non meriterebbe davvero una soluzione di cogestione, priva della indispensabile autonomia e personalità specifica.
Roma, 11 maggio 2005
--- Allegato: copia della lettera di Giornalisti Oggi --- GIORNALISTI OGGI p e r u n n u o v o s i n d a c a t o Roma
Dott. Walter Veltroni Sindaco di Roma
Signor Sindaco,
recenti notizie di stampa informano della prossima istituzione, a cura del Comune di Roma, di un Circolo della Stampa, diversamente ubicato rispetto a precedenti indicazioni ufficiali. Tale struttura verrebbe adibita alla ospitalità di manifestazioni ed iniziative di varia natura e provenienza, e la sua intitolazione parrebbe ridursi, a quel che è dato capire, ad un generico riferimento collaborativo. Ove tale destinazione annunciata proprio in questi termini da autorevoli fonti capitoline- venisse confermata, deluderebbe le aspettative che i giornalisti romani nutrono da decenni, contraddicendone lo spirito. Roma, infatti, dopo la chiusura di quello che ormai appartiene ad un lontano passato, è rimasta lunica capitale mondiale a non avere un proprio Circolo della Stampa. Una troppo lunga attesa, che non meriterebbe davvero una soluzione di cogestione, priva della indispensabile autonomia e personalità specifica. Questo oggi pensano i giornalisti romani, al cospetto delle frammentarie comunicazioni finora diffuse. Chiediamo pertanto a Lei, collega e Primo Cittadino, di voler cortesemente chiarire ai giornalisti e ai cittadini romani la effettiva natura della iniziativa divulgata, al fine di fugare ogni possibile confusione. Certi della Sua attenzione alle preoccupazioni qui espresse, Le inviamo, nellattesa di un Suo cortese riscontro, i più cordiali saluti.
GiornalistiOggi - Roma Per Giornalisti Oggi: Gaetano Basilici, Antonio Brindisi, Giacomo Carioti, Ugo DeglInnocenti, Serena Gana Cavallo, Julia Giavi Langosco, Rita Lena, Vincenza Loddo, Mariangela Maritato, Salvatore Spoto, Simona Trombini, Franco Vivona
Roma, 11 maggio 2005
GiornalistiOggi - Roma
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ore 08:40 [ ] |
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30.04.2005
La riscossa della professione inizia da qui
Nasce a Roma il gruppo
"Giornalisti Oggi Per un nuovo sindacato"
Aria nuova negli ambienti professionali dei giornalisti, nella prospettiva di un Sindacato che tuteli realmente la categoria e tutti i suoi componenti.
Si è costituito a Roma il nuovo gruppo "Giornalisti Oggi - Per un nuovo Sindacato", composto da giornalisti provenienti da esperienze diverse ma con un unico chiaro obiettivo comune: ottenere - in un più ampio scenario di attenzione per l'etica ed il valore sociale del giornalismo, nonchè per il principio di solidarietà - l'applicazione e il pieno rispetto delle norme di tutela professionale, troppo spesso ignorate e ridotte a sterili polemiche assembleari.
Tra i promotori di "Giornalisti Oggi": Gaetano Basilici, Antonio Brindisi, Giacomo Carioti, Ugo DeglInnocenti, Serena Gana Cavallo, Rita Lena, Pasquale Mallozzi, Mariangela Maritato, Salvatore Spoto, Simona Trombini, Franco Vivona.
Roma, 28 Aprile 2005.
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ore 13:32 [ ] |
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